INTERVENTI DEL SINDACO
Abbiamo i soldi ma non possiamo spenderli

Abbiamo i soldi ma non possiamo spenderli

Cari concittadini, abbiamo i soldi ma non possiamo spenderli
stiamo ancora  attraversando un momento difficile per il paese, e tutti desideriamo che dopo tanto tempo ricominci una ripresa sociale, economica e politica.
La situazione è invece sempre più brutta e in parte (e non solo per me) incomprensibile: ho sempre pensato che la politica fosse la realizzazione di “sogni”, cioè del desiderio di una società in cui si possa stare sempre meglio dal punto di vista sociale, economico, culturale e di conseguenza chi aveva questo sogno dovesse lavorare per realizzarla.
Un sogno per me era quello ad esempio di gestire il ciclo differenziato dei rifiuti al meglio come avviene nel nord Europa (come ho potuto constatare in lunghi soggiorni in Germania) e effettivamente si è avverato, ma altri sogni che riguardavano il risparmio energetico o la cultura e il sociale sono ancora molto lontani dal realizzarsi. E i sogni sono un po’ come le ciliegie uno tira l’altro, ed invece ora è come se ci fosse portato via il cesto che li costudisce.
Più si va avanti e più queste cose si allontanano: le Amministrazioni locali rischiano di diventare sempre più degli esecutori di scelte fatte altrove, degli esattori per conto di altri, degli uffici dove ricadono le semplificazioni degli enti superiori mettendoci nelle condizioni di non più poter rispondere correttamente come vorremmo ai nostri cittadini.
Già nello scorso notiziario, affrontando l’argomento “IMU”, spiegavamo che pur pagando di più, il Comune riceveva di meno (vedi lettera inviata alla Stampa sull’articolo apparso nei mesi scorsi), ugualmente accadrà con la TARES con la maggiorazione dello 0,30 cent. al Mq, non resterà al Comune, ma allo Stato. Inoltre, se non ci saranno modifiche o proroghe, dal 28 maggio, i Consorzi rifiuti saranno messi in liquidazione e tutto passerà ad una non ancora costituita Conferenza d’Ambito dei 315 Comuni della attuale Provincia che a fine anno a sua volta dovrebbe essere soppressa. E’ naturale che da questa incertezza e confusione derivi una preoccupazione molto alta e una insofferenza da parte dei cittadini.

Un altro aspetto che crea ulteriori difficoltà è la disparità di comportamento degli Enti superiori rispetto agli Enti comunali: mentre questi ultimi devono rispondere e accettare tutte le comunicazioni, sollecitazioni, ecc. le richieste dei Comuni non hanno risposte. Il Consiglio Comunale di Pecetto il 19 dicembre 2012 ha approvato all’unanimità una delibera sulle “funzioni associate” chiedendo una deroga, considerate le difficoltà ad attuarle (siamo un Comune intercluso tra Comuni superiori ai 5000 abitanti e pertanto non obbligati ad associarsi), il 21 dicembre la delibera è stata inviata per posta certificata al Ministero dell’Interno, al Prefetto di Torino, al Presidente della Regione Piemonte, all’Assessore Regionale agli Affari Istituzionali, confermata via Fax il 27 dicembre; a tutt’oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta dagli Enti interessati (si rimanda al testo integrale della lettera pubblicata in questo notiziario).

Nel 2013 anche Pecetto, come tutti i Comuni sopra i 1000 abitanti, è  soggetto al patto di stabilità, quindi  quest’anno non si potranno superare per gli investimenti delle opere, i 350.000 Euro: cifra sufficiente a pagare i lavori terminati nell’ultima parte dell’anno, non è quindi possibile autorizzare e pagare altre opere, rischio gravi sanzioni economiche (quali la riduzione dei trasferimenti per il Comune e fino a tre mensilità di multa per i funzionari che autorizzano i provvedimenti).
Il paradosso è che noi abbiamo presso la Tesoreria dello Stato oltre 2.700.000 Euro, molti dei quali sono impegnati per progetti preparati, approvati ed autorizzati (Il camminamento San Pietro regione Serra - Il camminamento Gonella Fontanone - La riqualificazione energetica della Scuola Elementare - La sistemazione dei marciapiedi del paese via Circonvallazione, via Gibellini, via Pinto con l’eliminazione degli scalini – Il muro del Rivass – La riqualificazione del marciapiede da San Sebastiano al Rivass – Il restauro ultimo lotto della scalone del Municipio – La ristrutturazione dei bagni del piano terra delle Elementari e molti altri lavori minori), ma non si possono spendere .
Il bilancio del Comune è infatti diviso in due grandi capitoli: le spese per il funzionamento del Comune (stipendi del personale, contributi socio-assistenziali, assicurazioni, utenze locali comunali, manutenzioni ordinarie, ecc.) che sono principalmente finanziate dalle tasse (la parte spettante ai comuni dell’IMU e l’addizionale IRPEF) e gli investimenti che sono finanziati con oneri, finanziamenti di enti pubblici o privati, risarcimenti di assicurazioni, risparmi dell’ente o mutui: i soldi sopra citati sono il frutto di anni di attenti risparmi, di ricerca di finanziamenti Regionali, Provinciali e di Enti privati, di risarcimenti di Assicurazioni (muro del Rivass o il campo sportivo) e di avanzi di amministrazione; è perciò bizzarro avere i soldi, i permessi, i progetti e non poterli impegnare. Alcuni lavori ci farebbero peraltro anche risparmiare, come la riqualificazione energetica delle Scuole Elementari (l’analogo intervento alla Scuola Media ci ha fatto risparmiare nel 2012 più della metà di spese di riscaldamento).
Anche per quanto riguarda l’impegno come da Convenzione con la Polisportiva per i lavori che quest’ultima farebbe nel Centro sportivo del Busello, l’Amministrazione ha i soldi (che sono parte del risarcimento della causa ai professionisti per la frana al campo sportivo) ma non può erogarli.
Situazione assurda ,ingiusta, critica e contraddittoria che potrebbe farci perdere i finanziamenti, dei cui bandi non si riesce in questo modo a rispettare la tempistica delle scadenze.
Pertanto è molto difficile se non impossibile lavorare: è giusto gestire correttamente, senza sprechi e debiti il denaro pubblico, come invece non hanno fatto molte Amministrazioni in Italia, ma non è giusto che debbano pagare anche coloro che sono stati come noi virtuosi e che hanno fatto sacrifici per mantenere l’equilibrio di bilancio.

Quest’anno anche la primavera ha fatto le bizze e solo a metà aprile è arrivata la fioritura dei nostri ciliegi: con la speranza che il tempo recuperi e ci offra una bella stagione ricca delle nostre ciliegie, auguro una buona estate a tutti augurando momenti migliori e rinnovando l’impegno mio e della mia Amministrazione per tutelare il nostro bellissimo Paese.



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