IL PAESE - STORIA E LUOGHI D'INTERESSE


Il territorio confina con la Città di Torino e digrada dal Colle della Maddalena lungo il versante sud della collina torinese: il paese è posto a quota 407 m s.l.m. ed ha una superficie di Kmq 9,16; il suo nome lo si vuol derivare dal pino da resina "piceum", che anticamente ricopriva le pendici boscose della collina torinese. Dal pino "piceum" si trasse pure lo stemma: "un arbore di pessa verde in campo argento" come indicato sulla "concessione dell'arma della Comunità di Pecetto" risalente al 1614.

La fondazione ufficiale di Pecetto risale al XIII secolo, più precisamente nel 1224, quando gli abitanti di Covacium (odierna Valle S. Pietro), diventando cittadini Chieresi a tutti gli effetti, manifestarono contemporaneamente la volontà di spostare la loro residenza nella zona dove esisteva una torre costruita dai chieresi a difesa del territorio e una chiesa che già fungeva da parrocchia.

Da quel momento la storia del paese è stata sempre indissolubilmente legata a quella di Chieri. Nel 1363, dopo aver battuto il potente marchese del Monferrato, Amedeo di Savoia ricevette dalla Repubblica di Chieri con atto solenne la signoria delle sue terre, compreso Pecetto, ma solo nel 1635 la giurisdizione sulla Comunità passa definitivamente ai Savoia.

Durante la rivoluzione francese anche Pecetto ebbe il suo periodo di "terrore": nel 1801, sciolto l'Ordine Monastico, i frati Camaldolesi del convento dell'Eremo dovettero abbandonare il monastero (fondato da Alessandro da Ceva nel 1601 per volere del Duca Carlo Emanuele I), a cui seguirono la quasi totale distruzione ed il degrado del magnifico monumento. Nell'ottocento molti nobili di casa Savoia e borghesi, costruirono ville e rustici incentivando la coltivazione della vite e di altri alberi da frutta; in particolare ad inizio '900 sono selezionate alcune varietà di ciliegio: recentemente la "ciliegia di Pecetto" ha ottenuto dalla Regione Piemonte il riconoscimento di prodotto tipico.

Tra gli abitati storici del territorio ora scomparsi vanno ricordati Monspharatus, ricetto fortificato posto sul Bric San Viter, altura facente parte della dorsale collinare e posta a quota 623 m, ora sito archeologico, e l'abitato agricolo di Canape edificato lungo l'omonima strada.


Pecetto Torinese




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