IL PAESE - STORIA E LUOGHI D'INTERESSE - Pecetto: otto secoli di storia

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Gli storici annoverano Pecetto fra le "Ville Nove" che, specie nel XIII secolo, vennero fondate dalle città più importanti come avamposti difensivi dei loro districtus o come centri di colonizzazione agricola dei centri più popolati.

Il "Libro Rosso" del Comune di Chieri conserva l'atto di fondazione di Pecetto con la sua datazione: l'anno 1224. Per popolare il nuovo sito furono trasferite settantacinque famiglie dal sottostante borgo di Covacio, ora San Pietro: dei primi abitanti conosciamo tutti i nomi, molti dei quali ancora oggi fanno parte dell'elenco anagrafico di questa comunità.

La strategia di Chieri consisteva nel potenziamento difensivo del lato a ponente del suo territorio da possibili attacchi della nemica Testona (come infatti già avverrà nel 1229): si provvide pertanto a recingere il colle, alto 410 metri, creando un recetto capace di ospitare, in caso di pericolo, anche gli abitanti degli airali e delle circostanti case sparse.

Il fulcro difensivo era rappresentato dalla possente torre, alta 22 metri e con i muri spessi 2 metri,ancora oggi dominante l'abitato con la caratteristica corona di mandorli e cipressi sempreverdi che ne adornano la sommità. L'esistenza della torre è già documentata nel 1227.

Le vicende storiche di Pecetto, il cui toponimo preesisteva rispetto alla fondazione del borgo o come riferimento a una specie arborea (Pinus picea, abete) o per gli appezzamenti di terreno (pecia) che caratterizzavano la zona, furono sempre legate a quelle di Chieri, fin tanto che potè durare la potenza di questa città.

Pecetto vide riconosciuta la dignità comunale nel 1502 e divenne il centro della piccola e prospera comunità agricola, godendo anche di un certo prestigio per l'amenità del luogo e per la vicinanza con Torino che le procurò a volte illustri frequentazioni.

Per la sua fama venne onorata di una bella, per quanto fantasiosa, rappresentazione nel Theatrum Sabaudiae, il grande libro celebrativo del ducato stampato ad Amsterdam nel 1682 e diffuso in tutta Europa, specialmente fra le corti dei vari stati.

In quegli anni il maggior vanto di Pecetto era però il già sovrastante Eremo dei Camaldolesi, fatto erigere da Carlo Emanuele I a seguito di un voto fatto in tempo di peste: una rigogliosa comunità monastica dotata di nobili strutture adorne di eccelse opere d'arte, essendo l'Eremo anche divenuto il luogo di sepoltura dei Cavalieri del Supremo Ordine della Santissima Annunziata. Fu distrutto e depredato a seguito dei decreti napoleonici sulla soppressione degli Ordini religiosi.

Fra i numerosi feudatari di Pecetto spicca, nel XVII secolo, l'illustre famiglia dei Cisa di Gresy, alti collaboratori dei duchi sabaudi.

La principale produzione agricola di Pecetto era il vino, smerciato sul vicino mercato torinese: la diffusione della peronospora, avvenuta all'inizio del 900, consigliò di convertire molti dei vigneti in piantagioni di ciliegi, che rappresentano ora la coltura preminente e quasi il simbolo del paese.


Pecetto Torinese

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