Descrizione
Nuovo mese e nuove attività.
Lunedì 25 maggio alle ore 17,30 ultimo appuntamento della stagione per la rassegna "Pomeriggi di parole" al Vecchio Forno (via Umberto I, 42).
Maurizio Aragno presenta "Assabesi a Torino. Quando ebbe inizio la nostra avventura coloniale", raccontando il volto rimosso del primo colonialismo.
Nel 1884 sei indigeni della regione di Assab, nel sud della Dancalia, in Eritrea, furono esposti in un villaggio africano allestito per l’Esposizione generale, finalizzata alla promozione dei progressi del giovane Regno d’Italia, la stessa che condusse all’edificazione del borgo e della rocca medievali nel parco del Valentino.
Proprio lì fu allestito un villaggio dancalo, dove gli indigeni finirono in bella mostra. Dal momento che uno dei membri della rappresentanza, figlio di un notabile locale, fu fatto passare per “principe”, anche gli altri componenti della comitiva - tre uomini, una donna e due bambini - vennero genericamente considerati “principi” e trattati con il rispetto e le attenzioni dovute al loro rango.
I sei nativi della Dancalia, regolarmente retribuiti come da contratto, vennero vezzeggiati dalle pubbliche autorità e ricevuti in udienza privata dal re Umberto I e dalla regina Margherita.
Fu un’iniziativa che oggi reputeremmo inconcepibile, poiché permeata di sentimenti discriminatori e segregazionistici, ma già allora non del tutto convincente, stando ai ripetuti moniti del conte Pasquale Stanislao Mancini, allora ministro degli Esteri.
Aragno, ricercatore attento e curioso, rispolvera per i lettori non specialisti questo episodio dimenticato della storia sabauda e italiana. Il libro è impreziosito da immagini d’epoca, e in appendice propone il testo della farsa, tradotta in italiano, che il commediografo e avvocato Eraldo Baretti dedicò alle peripezie dei sei africani a Torino.
Ingresso libero e gratuito.
Info: biblioteca@comune.pecetto.to.it - tel. 0118609996
Proprio lì fu allestito un villaggio dancalo, dove gli indigeni finirono in bella mostra. Dal momento che uno dei membri della rappresentanza, figlio di un notabile locale, fu fatto passare per “principe”, anche gli altri componenti della comitiva - tre uomini, una donna e due bambini - vennero genericamente considerati “principi” e trattati con il rispetto e le attenzioni dovute al loro rango.
I sei nativi della Dancalia, regolarmente retribuiti come da contratto, vennero vezzeggiati dalle pubbliche autorità e ricevuti in udienza privata dal re Umberto I e dalla regina Margherita.
Fu un’iniziativa che oggi reputeremmo inconcepibile, poiché permeata di sentimenti discriminatori e segregazionistici, ma già allora non del tutto convincente, stando ai ripetuti moniti del conte Pasquale Stanislao Mancini, allora ministro degli Esteri.
Aragno, ricercatore attento e curioso, rispolvera per i lettori non specialisti questo episodio dimenticato della storia sabauda e italiana. Il libro è impreziosito da immagini d’epoca, e in appendice propone il testo della farsa, tradotta in italiano, che il commediografo e avvocato Eraldo Baretti dedicò alle peripezie dei sei africani a Torino.
Ingresso libero e gratuito.
Info: biblioteca@comune.pecetto.to.it - tel. 0118609996
Le iniziative di maggio e giugno proseguiranno con la rassegna serale "Scrittori sotto le stelle", a partire dal 28 maggio con Enrico Camanni e Mosè Morsut.
Al fondo anche le novità della Sezione Adulti del mese di maggio.
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Ultimo aggiornamento pagina: 04/05/2026 17:03:08